Tre cose che non sapete su Tiffany & Co.

Ci sono tre cose che sicuramente sapete su Tiffany & Co. : la prima è che è stata consacrata come la gioielleria più famosa del mondo dal film “Colazione da Tiffany” grazie alla frase di Audrey Hepburn  che la definisce “il miglior posto del mondo, in cui non può accadere niente di brutto“.

La seconda è che il suo segno distintivo è la Blue Box, quella scatolina che sarebbe un reato, per una fanatica di Tiffany, definire banalmente “azzurra”.

La terza è che ci sono ottime probabilità che ad una donna escano gli occhi fuori dalle orbite e strepiti di piacere  davanti a un regalo offerto nella suddetta scatoletta.

Quest’anno la storica gioielleria americana compie 175 anni, e il mio omaggio consiste nel parlare di ciò che la maggior parte delle persone ignorano riguardo Tiffany & Co.

1) ESORDI.
Tiffany non è nata come una gioielleria: inizialmente era niente più che una bottega  contenente oggetti curiosi e di poco valore, prevalentemente articoli di cancelleria.
Fu con l’acquisto dei gioielli della Corona francese nel 1886 che Charles Lewis Tiffany decide di fare il salto di qualità. Nel 1878 fu scoperto in Africa uno dei diamanti gialli più grande del mondo, denominato poi diamante Tiffany e destinato a ingioiellare la magnifica figura di Audrey Hepburn. Attualmente, questa pietra che in origine pesava 287,42 carati è in esposizione permanente presso la sede newyorchese della gioielleria.

L’anello con il diamante Tiffany fu indossato da Audrey Hepburn alla presentazione del famosissimo film “Colazione da Tiffany”

2) NON SOLO GIOIELLI.
Tiffany & Co. non ha prodotto solo gioielli. Ha infatti avuto il privilegio di ridisegnare nel 1880 lo stemma degli Stati Uniti d’America (poi riprodotto sulla banconota da un dollaro) e poi la Medaglia d’Onore del Congresso americano, che ha preso per l’appunto il nome di Tiffany Cross, nonché creato su commissione del presidente Johnson il servizio di porcellana della Casa Bianca. Meno nota è la creazione di innumerevoli trofei sportivi, tra cui quello del Super Bowl e la produzione di spade da cerimonia durante la guerra civile… Insomma, è il marchio americano per eccellenza!

Tiffany Cross Medal of Honor

3) CAUSA DI UNA BANCAROTTA.
Questa è una storia che davvero in pochi conoscono e che ha come protagonisti due fratelli miliardari, Nelson Bunker e William Herbert Hunt. Questi due giovanotti erano figli di un petroliere texano, e grazie alla loro grande disponibilità economica decisero di investire sull’argento (in un periodo durante il quale negli USA era proibito possedere oro), accumulandone in enormi quantità. Obiettivo: speculazione.
Ed effettivamente i due Hunt avevano il senso per gli affari, perché nel giro di pochi mesi il prezzo dell’argento schizzò da 11 a 50 dollari l’oncia (corrispondente grosso modo a 28 grammi).

Fu allora che entrò in scena il gioielliere Tiffany, che con un annuncio su un’ intera pagina del New York Times denunciò il comportamento degli Hunt, che ormai detenevano circa un terzo della riserva mondiale di argento!  I due tuttavia si diedero in un certo senso “la zappa sui piedi”: per acquistare tutto quel metallo avevano preso in prestito degli ingenti capitali, e il 27 marzo 1980, passato alla storia come Silver Thursday, gli azionisti vendettero in massa, chiedendo loro ben un miliardo e settecentomila dollari. Una cifra astronomica, che gli Hunt non possedevano. Il prezzo dell’argento precipitò vertiginosamente, e otto anni dopo i due furono costretti a dichiarare bancarotta.

I fratelli Hunt, in una foto evidentemente precedente alla bancarotta

A Tiffany va riconosciuta l’introduzione dell’anello di fidanzamento moderno, nonché la capacità, ancora per me incomprensibile, di suscitare la brama e la felicità di ogni donna (o forse dovrei includere anche qualche uomo).
I gioielli in argento 925, ossia quelli più abbordabili, sono, secondo il mio modesto e irrilevante parere ai fini dell’economia globale, spaventosamente sovrapprezzo. E nonostante sia passata dal considerare la scritta “Please return to Tiffany & Co.” da un modo elegante per dire “torna a darci da mangiare” a un marchio un tantino lungo, continuo a trovare mortalmente irritante l’accostamento tra amore e gioielli.
Dall’ incommentabile App di Tiffany che dispensa consigli di cuore all’interpretazione della Monroe nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”, proprio non riesco a digerire che alcune donne capitolino davanti ad una scatoletta infiocchettata, soprattutto dopo la visione di “Diamanti di sangue”.
Questo senza nulla togliere al fascino manifatturiero dei gioielli, di Tiffany così come anche di marchi meno noti ma caratterizzati da fattura pregiatissima.

E sulle note di “Material Girl” di Madonna mi auguro che questo articoletto pomeridiano sia stato di vostro gradimento.
Voglio rivolgere un ringraziamento alla grandezza di Internet, che mi ha permesso di creare questa triade di notizie senza le quali avreste comunque potuto tranquillamente continuare le vostre esistenze, e in particolare a un blog che ho appena scoperto nella mia ricerca forsennata di qualcosa in italiano circa il Silver Thursday, http://laversionedivinz.wordpress.com/

L’immagine della Blue Box è stata gentilmente fornita da un sito internet di cui non faccio il nome che vende pessime imitazioni di gioielli Tiffany. 

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3 thoughts on “Tre cose che non sapete su Tiffany & Co.”

    1. Sono contenta che ti sia piaciuto Chiara! E’ bello sapere di non essere troppo anomale! I nostri futuri mariti saranno felici dall’idea di non spendere 9000 dollari in un anello di fidanzamento! 😀

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