Scandal

Gladiators in suits“, che trasposto in italiano sta per “gladiatori in giacca e cravatta” (traduzione leggermente sessista perché non menziona i tailleur, ma è da apprezzare lo sforzo): così si definiscono i brillanti avvocati di Scandal, la serie televisiva politico- thriller trasmessa dalla ABC a partire dall’aprile di quest’anno.
Gli studi legali sono da checche” dice uno degli uomini dello staff della geniale Olivia Pope, ex direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, colei che secondo una diffusa opinione è stata la ragion per cui il Presidente degli Stati Uniti è divenuto tale. La figura della Pope è ispirata a quella Judy Smith ex collaboratrice del Presidente George W. Bush poi divenuta “crisis manager”, sarebbe a dire “una che risolve i problemi”.
E quello che la Olivia Pope and Associates fa è proprio questo: risolvere i problemi. Di chi? Di uomini e donne accusati di omicidio, prostituzione e quant’altro. A loro non interessa trovare il vero colpevole, ma solo e unicamente scagionare il proprio cliente, perché il cliente viene prima di tutto.

L’attrice Kerry Washington, che interpreta Olivia Pope

E’ una visione abbastanza cruda e reale della dimensione legale, pur temperata dalla rigida selezione attuata dall’intuito di Olivia: lei, grazie soprattutto ad anni passati alla Casa Bianca, riesce a capire immediatamente quando un cliente mente e quando invece è sincero, e in base a questo decide se votare a lui tutte le energie e la capacità del suo staff oppure no.
La parte più affascinante di questo serial tv è la fluidità e la persuasività dei discorsi di Olivia & Co.: fidatevi, ne rimarrete incantati. Sospetto che anche questa serie televisiva verrà ingiustamente stroncata dal doppiaggio e dalla traduzione in lingua italiana, pertanto il mio consiglio è di procurarvi puntate in lingua madre e sottotitoli: non ve ne pentirete.

Passiamo alla critica: Scandal è stata tacciata di essere una serie poco realistica (letteralmente è stata definita: “a bad political fantasy“) e troppo ricca di enfasi (un esempio citato a questo proposito è il procuratore che ripete “io sono la legge, la legge è me”).
Sinceramente non trovo la trama e le situazioni fantasiose: giudici che vanno a letto con prostitute, candidati elettorali che ci provano con le stagiste.. Se tutto ciò è poco realistico, allora gli affair che coinvolgono uomini politici italiani (da festini a tema a prostitute transessuali) hanno i caratteri di una soap opera!
In secondo luogo forse qualche espressione, in primis “gladiatori in giacca e cravatta”, suona leggermente pomposa; di contro però, si tratta pur sempre di una serie televisiva con qualche immancabile dettaglio di fiction, e stiamo parlando dei migliori avvocati degli USA: sono americani, e tutti sappiamo quanto piace loro inserire frasi ad effetto alla “I am the law, the law is me“.

Tony Goldwin, che interpreta il Presidente Grant Fitzgerald (nome molto presidenzialesco). Per me somiglia un sacco a un potenziale James Bond.

In definitiva: Scandal è una serie piacevole che riesce a intrattenere gli spettatori con i mille intrighi nei Palazzi del Potere e li convince di quanto sia improbabile che una first lady si sia salvata dall’irrefrenabile tendenza del proprio marito a donarle corna ramificate quanto quelle di un cervo.
Nessuna delle due suona come una novità, ma vi sfido a trovare qualcosa di decente nelle più recenti programmazioni, in cui ormai a farla da padrone sono telefilm che hanno per protagonisti vampiri e lupi mannari e altri che sanno già di trito, ritrito, rimasticato e sputato.
666 Park Avenue fa tanto mix di Avvocato del diavolo, Dirty Sexy Money & Supernatural, non mi sono ancora arrischiata a vedere Arrow e non ho la minima intenzione di visionare Beauty and the Beast che mi sembra tanto appartenere alla sopracitata categoria del trito e ritrito; ciò di nuovo che viene proposto, come Primeval: New World (scienziati, minaccia di resurrezione dei dinosauri) non mi tira proprio.
Perciò, per colmare l’enorme vuoto lasciato da pietre miliari come Desperate Housewives e nell’attesa che riprenda la programmazione di serie come Glee e Pretty Little Liars (niente di geniale, ma hanno il potere di intrattenere) e tra una puntata di The Killing e una di Supernatural, mi fa piacere inserire un telefilm nuovo e con del potenziale come Scandal. Se avete consigli per ravvivare i miei pomeriggi post- studio, fatevi avanti: sarò ben lieta di inserire qualcosa di interessante che non rincretinisca il mio cervello!

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