CI SIAMO RISOLLEVATI PER VOI, GIOVANI

Era il 22 maggio 1988: dopo decenni passati in giro per l’Italia, con l’energia e la determinazione di un ventenne, Giorgio Almirante si spegne a Roma all’età di 74 anni.
Il giorno prima è morto Pino Romualdi, reduce anch’egli della Repubblica Sociale Italiana e compagno di Almirante nel MSI. Alle esequie comuni nella chiesa di Sant’Agnese in Agone partecipa una folla commossa.

Leader del Movimento Sociale Italiano, ha coltivato per anni il sogno di fare del suo partito il catalizzatore della destra italiana.
A microfoni spenti, durante un’intervista nel settembre del 1980, espresse la volontà di dare il MSI in mano ai giovani, a giovani che credessero nelle istituzioni e nella Costituzione.
Volontà che traspare, insieme all’augurio di una lunga serenità, anche dal commiato nelle pagine di “Autobiografia di un fuciliere“:

 Voglio dire, giovani, che vi ho chiesto, e continuo a
chiedervi, l’assurdo : di essere pienamente giovani e compiutamente maturi, di fondere l’entusiasmo con la saggezza, il coraggio con l’intelligenza, la naturale ansia di vincere con la consapevolezza della lunga necessaria
proiezione della battaglia nel tempo…
Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l’avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi, da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla.
Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne. E se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai”

Al di là del credo politico/partitico, non si può negare che Giorgio Almirante sia stato una parte importante della nostra storia nazionale.
Se possiamo considerare il fascismo un male, in quanto tomba della libertà di espressione tanto verbale quanto politica, tale va anche considerata la prospettiva di una Nazione senza contraddittorio, una Nazione impegnata in una folle “caccia alle streghe” che tenta di rialzarsi eliminando a propria volta la pluralità.
Se sono esistite una destra e una sinistra, se c’è stato il confronto, se abbiamo conquistato il pluripartitismo, è anche e in larga parte merito di questo oratore e leader politico. E chi non accetta una tale visione delle cose, chi vuole vedere solo il piombo del decennio ’70-’80, chi preferisce demonizzare, non potrà che essere padrone di una sola faccia della medaglia e di una versione ritoccata e poco fedele della storia.
E queste visioni parziali, in parte fallate e in parte monche, sono il primo presupposto per ripetere errori del passato che hanno sempre il coraggio di tornare e farci rivivere incubi.

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