SE CHRISTIAN GREY FOSSE STATO UN OPERAIO DELLA FIAT

piper scioccataATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE *SPOILER*
Siccome però anche in Thailandia conoscono questa storia assolutamente banale e priva di colpi di scena, potete leggere senza rovinarvi la “sorpresa”.

Lui è ricco e lei è sfigata.
E’ la favola più vecchia del mondo, Cenerentola e Twilight docet. Anastasia (detta Ana, e già qua capiamo il livello) è una tipa di un disagio raro, che non si vede bella, che si veste con le camicette  a fiori e quasi sicuramente d’estate indossa improbabili scamiciati di jeans.
Christian è bello, figo, ricco e ha l’elicottero.
Praticamente è un principe azzurro dei tempi moderni.
La favola procede più o meno in questo modo: il principe salva la nostra amica Ana dal disagio totale della sua vita casa-chiesa-ferramenta, operazione nella quale non ha difficoltà giacché ha un elicottero con il quale spostarsi dall’ufficio alla sua casa extrasuperfiga. Esticazzi. Bravo, Christian.
Insomma, si fa apprezzare da lei per la sua essenza, visto che si sono parlati già due volte e lei gli ha chiesto se è gay.
Poi le fa firmare un contratto di riservatezza, emastigrandissimi, perché l’ha detto l’avvocato, e la porta nel suo magico castello fatato dove Ana conoscerà le gioie del sadomaso.
E vissero tutti felici e contenti.

Ma cosa sarebbe successo se Christian si fosse chiamato Cristiano e non avesse avuto l’elicottero e la firma figa alla fine delle mail?
Cosa sarebbe successo se fosse stato, che so, un impiegato delle poste, o un operaio della Fiat?

Se Cristiano fosse stato un operaio della Fiat (o della Natuzzi, o anche della Scavolini, fate voi, a me basta un riferimento patriottico) la cara disagiata Anastasia non avrebbe ansimato ad ogni parola come un bambino senza braccioli che annaspa in piscina.
No.
Col cavolo avrebbe trovato eccitante il fatto che Cristiano Grigio comprasse delle fascette in ferramenta (sì, per il fai-da-te, beata ingenuità).
Ennò.
Lui sarebbe passato per uno psicopatico depravato, Sì, carino, ma sai cosa, non vorrei mai un padre del genere per i miei figli… E te lo credo!

L’amica di Anastasia, wannabe Samantha di Sex and the City,
le avrebbe detto “Anastà ma ti posso dire una cosa? Trovatene uno normale, gioia bella, che a stento ti fai tirare i capelli… Che devi andare facendo con quel malato?”

E infatti ciò che separa una favola dei tempi moderni da uno squallido racconto da edicola è questo: I SOLDI!
E l’elicottero.
E tante altre cose che vengono date in dotazione allo stereotipo di uomo ricco.
Ma ricco ricco, non pezzente arricchito.
Parliamo di un ricco con una grande cultura, un’educazione di alto livello, che legge grandi classici e non ascolta Bruno Mars con il finestrino dell’Audi abbassato.
Che è roba da tamarro di quartiere.

Detto senza sfumature, Christian Grey funziona perché è il giusto mix tra Bruce Wayne, Hannibal Lecter ed Edward Cullen.
Riunisce nella sua persona l’idolo preferito di una crocerossina sfigata che inciampa anche nei suoi piedi e al primo bicchiere di Bacardi ti spruzza sulle scarpe buone. Ma brutta stronza.

E’ improbabile? Sì.
E’ una favoletta per adulti? Sì.
Sono i soldi a fare la differenza? Sì.
E non è che noi queste cose non le capiamo.
Allora perché perdiamo minuti di vita nel vedere questo scempio della cinematografia, roba che se i fratelli Lumière avessero saputo si sarebbero dati alla produzione di MD?
Perché spendiamo soldi per andare a cinema o ci facciamo venire la cataratta sparandoci questi 144 infiniti minuti di telenovela in streaming qualità CAM?

Perché se Anastasia con i suoi scamiciati ce la può fare, possiamo anche noi.
Perché anche se sei una sfigata, ce la puoi fare.
Puoi trovare anche tu un ricco che ti compri le prime edizioni del tuo autore preferito – che forse conoscete in quattro sulla faccia della Terra.
Puoi salvare anche tu la vita di qualcuno.
Perché anche se lavori in una ferramenta, anche tu puoi fare la differenza.
Ed è inutile che dici di no, perché in fondo CI SPERI ANCHE TU di non passare il resto della vita con un buzzurro che la domenica non ti porta a vedere la partita.
Che all’anniversario ti regala una coperta di pile.
Che ti dice “Aemò dai ti sta bene, sei bella, andiamo a casa daje che sta la Champions” quando lo porti a fare acquisti con te, mentre tu sei strizzata come un insaccato in un vestito di Bershka senza cerniera. (Non aprirò la parentesi sull’avversione di Bershka per le cerniere perché non ho ancora superato questo trauma).

TUTTE SOGNIAMO UN PO’ UN CHRISTIAN GREY.
Magari senza elicottero, che fa un po’ troppo “Complesso da SUV”.
Magari senza firma figa alla fine della mail, che ti viene voglia di fargli una pernacchia.
Magari che non ti dica “Io non faccio l’amore. Io scopo forte”, una frase che sarà sempre da eterno facepalm nei secoli dei secoli amen.
Magari che non debba per forza ammanettarti tutte le sacrosante volte che siete a letto, ma che ogni tanto ci metta un attimo di fantasia.
Che non abbia l’appeal di un frigorifero.
Che ogni tanto si curi di quello che ti piace, che ti faccia sentire amata e bella anche se stai all’abbigliamento come Hitler stava al bricolage.

Christian Grey e i milioni dell’autrice cicciotella di cui non mi sovviene il nome sono la dimostrazione che noi donne possiamo soprassedere a moltissime cose, se un uomo ci fa sentire amate.
Che poi magari non ci ama e ci vuole solo dominare.
Ma noi ci speriamo, che ci ami.
E sogniamo che riesca a cambiare.
Christian Grey è la continuazione in età adulta di quel sogno che non si è spento: trovare un principe che ci allegerisca la vita dai servizi del sabato, dalle nostri madri isteriche, dai nostri lavori precari, dalle nostre amiche stronze che cambiano un uomo a sera e sono più magre e più fighe di noi.

E in realtà NON TI SERVE L’ELICOTTERO.
Solo essere un po’ meno buzzurro.
Solo far vedere che un po’ ti importa.
Solo curarsi un po’ più della donna che hai al tuo fianco.
Dirle qualcosa che la faccia sentire bella, magari non cominciando con “Aemò!”
Non regalarle un pigiama per Natale, che magari ne ha già di orribili – e no, neanche i completini di pelle vanno bene, Intimissimi ha delle commesse, BUON DIO, sfruttale!

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A te che regali pigiami a Natale, noi tutti auguriamo 50 sfumature di BIANCO!

Concludo questo mio intervento con un appello a tutti, uomini e donne:

MENO GREY, PIU’ AMORE!

PS: avrei voluto scrivere più Grey Goose come appello all’amore, ma avrebbe tolto serietà ad un post che già presenta un tasso di ignoranza quasi letale.
Siccome apprezzo il caro Cesare e mai lo priverei di un link, vi infilo quest’ode all’amore nel PS: Qui.

Tanta Grey Goose a tutti!

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