SCORDATEVI IL GRANDE AMORE!

*NB: questo articolo non è sessista, politicamente scorretto o  offensivo. FORSE* 

Questi sono i giorni giusti per parlare di amore.

11012352_10152792929862903_7859061998437654824_nIn tutta Italia si parla di riconoscimento delle unioni civili, matrimoni, adozioni, temi forti che stanno spopolando sui social: da Salvini a vostra nonna, ne parlano tutti.
E poi ieri c’era 50 Sfumature di Grigio in TV.
Non l’avete visto? Matteo Bianx l’ha recensito per voi.
E anche io ci ho messo del mio, immaginando una storia parallela in cui Christian Gray è nato in Italia e lavora per la Fiat.
Leggeteli e ridete oppure andateacagare sentitevi serenamente liberi di non farlo, tanto ci penserà il Karma.

Dunque, l’amore. 

Come il sesso e la questione palestinese, tutti si sentono fortemente in dovere di dire la propria quando si parla di amore.
E, inevitabilmente, si prende una posizione anche se non lo si ammette: due persone dello stesso sesso si possono amare?
Le relazioni a distanza durano?
La scopamicizia si può classificare come relazione?
E tante altre domande che magari non ci toccano personalmente ma che danno origine ad animate discussioni altresì note come Terzo Conflitto Mondiale.
Ricordo ancora quando, da diciottenne open-mind, dissi a mia madre che per me non era scandaloso che Naike Rivelli fosse bisex. Passai la mezz’ora successiva a convincerla della mia eterosessualità. Ad oggi abbiamo fatto dei progressi, anche se il merito va in buona parte ai film di Checco Zalone.

Leggendo le varie posizioni del web sulle coppie gay, sono arrivata ad una conclusione: la maggior parte di noi parla di amore con la stessa conoscenza che una vergine vestale ha del sesso.
Cioè ne parla per preconcetto, per sentito dire e basandosi su dei romanzi rosa (o grigi).
Chi siamo noi per parlare delle coppie che si amano?
Chi siamo noi per parlare dell’amore?

La maggior parte di noi, il grande amore se lo può scordare!

E no, non sono stata appena mollata, non sono misantropa e ancor meno sono in vena di perfidia, oggi.
Anzi, davanti a queste immagini, ricordando dei momenti meravigliosi e personali, ho raggiunto il livello “faccia da dodicenne innamorata perdutamente”:

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Si chiama “Love is in the Small   Things”, dell’artista coreano  Puuung.

I disegni di Puuung, che trovate tutti QUI   ,  mi hanno ricordato che l’amore sta nelle cose semplici: è fondamentale che ci siano delle piccole cose insostituibili e irripetibili, le uniche che riescono a contraddistinguere il nostro rapporto da qualsiasi altro.
MA
c’è qualcosa di non piccolo, cioè ciò che siamo disposti a fare per amore.

Cosa fai per avere quelle piccole cose, cosa sei realmente disposto a fare?

L’emblema dell’amore è un film che si chiama “Appuntamento a Wicker Park”. Non un grande classico, non “Casablanca” o “Titanic”, non un vincitore di 17 premi Oscar.

Josh Hartnett josh-hartnett-in-una-scena-di-appuntamento-a-wicker-park-15350interpreta un ragazzo giovane, bello e rampante che sta per sposarsi con una ragazza bellissima e ricca. Abbiate pazienza, è pur sempre un film americano, quindi devono sbatterci in faccia  quanto sono fighi. 
Sono a un pranzo di lavoro in un ristorante giapponese, tutto è serenamente banale e noioso, poi lui va in bagno e…
Sente una donna che parla nella cabina telefonica accanto al bagno. Sticazzi, Embé? direte voi…
Beh, lui riconosce la voce della ragazza che tempo prima l’ha piantato e di cui è rimasto perdutamente innamorato.
Peccato che lei vada via prima che Josh riesca a raggiungerla, lascia sbadatamente qualche traccia di sé, ma siamo seri: quanti di noi avrebbero mollato tutto per cercarla?
Immaginatevi: siete fidanzati, siete andati avanti, quella stronza vi ha spezzato il cuore sparendo dall’oggi al domani… Eppure, la amate. Non capite perché se n’è andata, e ora che è tornata non fate che pensare a lei.
Mandate a monte matrimonio e tutto? Lasciate tutto per cercarla?
La vostra attuale fidanzata è bellissima, eppure voi continuate a pensare a quando lei, l’altra, ballava con voi il tango  e vi scattavate selfie come due deficienti.
Quanto è grande l’amore? È grande quanto superare una delusione? O lo è molto più di così?
Quanto siete disposti ad aspettare? Quanto siete disposti a perdonare?
L’amore è quando state con una persona che è esattamente quella con cui vorreste stare. E anche se sparisse dall’oggi al domani, voi fingereste di trovarvi a Shanghai per affari mentre la cercate in una città enorme, mentireste a chiunque, inclusa la vostra supersexy nuova fidanzata, solo per avere un’altra possibilità.
È lì che capisci di amare.
Il resto è una copia di una copia di una copia di un film sentimentale in cui ci si arrende soltanto alle circostanze, al destino, al tempo, alla società, all’incompatibilità caratteriale e a milioni di ottime, eccellenti scuse.
Perciò se non siete disposti a cercarla o a cercarlo per ristoranti giapponesi, a compiere violazioni di domicilio e a scombinare i vostri piani, con il sottofondo di malinconiche canzoni dei Coldplay, e tutto senza avere la garanzia che vi amerà di nuovo, scordatevi il grande amore.
Accontentatevi.

Che siate etero, gay, bisex, guardoni, segaioli, ninfomani, frigidi, teneri come un cucciolo di foca o nel frattempo di incontrare “quello giusto” stiate testando tutto il reame, sapete, non importa.

Tutti possiamo dare un appuntamento a Wicker Park alla persona che amiamo.
Dipende solo da noi.
E quando avrete trovato quella persona, l’ultima cosa che vi verrà in mente di fare sarà guardarvi intorno per commentare altre coppiette che si sbaciucchiano.

Share the Love.  

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