Ecco perché dire “SÌ” domani non servirà

Breve sunto per chi non ha vissuto su Facebook negli ultimi due mesi:
Domani si voterà per l’abrogazione di una parte della Legge di stabilità; evitando inutili orpelli legali, se prevarrà il “Sì” le società petrolifere che attualmente estraggono gas e petrolio dovranno chiudere le piattaforme, cosa che avverrà tra il 2018 e il 2034 (che in alcuni articoli diventa 2036, 2038 o duemilamai).
Ma comunque, dopo le 12 miglia dalla costa, le trivelle potranno funzionare normalmente.

Il popolo è diviso tra Sì e No:
Chi dice “No” parla a favore di dati numerici, posti di lavoro, dice che le trivelle saranno smantellate tra molto tempo e che con questo referendum si otterrà solo di spostarle di qualche chilometro;
Chi dice “Sì” fa leva sul comune amore per il mare, sul senso di appartenenza alla propria terra, il turismo, la salute.
Qualcuno suggerisce anche che sia una mossa politica per dissociarsi dal Governo Renzi, e che la vittoria del Sì aprirà all’Italia le porte del rinnovabile.

Ovviamente il Comitato del No non esiste, interviene sporadicamente – anche sotto forma di geologi e personalità diverse dai “Cattivoni padroni del petrolio” perché per rendere efficace la sua posizione mantiene quanto più possibile una bassa affluenza alle urne.
Il Comitato del Sì si avvale non soltanto di ambientalisti che sanno benissimo di cosa parlano, ma anche di vignette più o meno simpatiche su Facebook e appelli del tipo “Che voi vogliate votare Sì o No, andate a votare perché altrimenti svuoterete di valore l’ultimo strumento di democrazia che ci rimane”.
Appelli che ritengo altamente offensivi dell’intelligenza dell’elettorato, che se effettivamente volesse propendere per una vittoria del “No” farebbe meglio a non votare.

Questo post non ha l’assurda pretesa di dire cosa sia meglio votare, ma vuol essere solo uno spunto di riflessione lucido sul perché siamo combattuti tra il Sì e il No.

Le trivelle non piacciono a nessuno, e questo penso sia pacifico.
Sono spaventose come lo era il nucleare, ma forse un po’ meno, perché nell’immaginario collettivo nulla sembra più spaventoso di una catastrofe in stile Chernobyl (per quanto l’esempio sia anacronistico), nemmeno il petrolio che rischia di riversarsi in mare.
L’estrazione del gas appare quasi innocente a confronto.
D’altra parte a molti sembra inutile fermare tardi un fenomeno che comunque non si arresterà, né spalancherà le porte ad un futuro green.

Perché abbiamo bisogno di dire sì?
Perché abbiamo bisogno di sentirci un po’ meno in colpa per l’inquinamento del nostro mare, perché non è semplice essere ambientalisti, ma tutti lo diventiamo postando indignati le foto di un parco o una strada sporchi, prendendocela con gli ubriachi, il sindaco, l’inciviltà e gli spazzini, perché sappiamo tutti che dire Sì è fondamentalmente giusto, e vorremmo un mare cristallino, specie animali che sguazzano felici e cozze a volontà, però contemporaneamente non riusciamo a privarci del nostro stile di vita pro-inquinamento.
Ma vogliamo anche le cozze.

Perché abbiamo bisogno di dire no?
Per onestà intellettuale, sappiamo che siamo disposti a prenderci l’impegno di un Sì referendario, ma non di un Sì all’ecologia.
Mettere una crocetta è facile: poco tempo, lo sbatti di vestirti bene e andare al seggio, sentirti a posto con la coscienza perché stai esercitando un tuo diritto andando a votare, e lo stai facendo per una buona causa!! Ma se connessa a quel Sì ci fosse una vita con meno agi e il rispetto nei confronti del mondo e di TUTTI i mari, diresti davvero di Sì?
Pensaci un po’… Quante volte prenderesti la bici anziché la macchina? Quante volte raccoglieresti la sporcizia non tua in spiaggia o in pineta? Se vedessi qualcuno inquinare il mare, lo denunceresti?
Diresti di No a tutte le trivelle, siano esse posizionate vicino al tuo mare o a quello di altri Paesi?
E se non si trattasse di trivelle ma di altri tipi di giacimenti? Sei a conoscenza del fatto che alcuni Paesi del Terzo Mondo sono sfruttati per le loro materie prime? Saresti disposto a non indossare oro, diamanti, vestiti e scarpe prodotti con lo sfruttamento di altri esseri umani, specialmente bambini?
Tu dirai… “Che c’entrano le trivelle con i bambini che mi fabbricano le scarpe?”
C’entrano perché se tu pensi di avere diritto ad un mare pulito e agli spaghetti con le cozze, lo stesso diritto spetta a tutti gli abitanti del pianeta.
Un po’ ipocrita non volere le trivelle nel tuo mare e spostarle a qualche migliaio di chilometri di distanza, non ti pare?
In posti in cui non ci si può appellare a nessun referendum, posti di serie B.
Noi ci indigniamo per le trivelle ma chiudiamo gli occhi davanti a fenomeni che sappiamo benissimo essere esistenti, attuali e gravi, ma che possono coesistere fino a quando non intaccano i nostri personali diritti. Se volessero scavare una bella miniera a cielo aperto a due passi da casa tua, probabilmente cominceresti a raccogliere le firme con indignazione per fermare lo scempio che si abbatte sul tuo territorio… O meglio, su di te.
Se questo accade in zone sperdute del Sudafrica, e sai bene che succede, questo “Non ti riguarda”, “È un fenomeno che comunque non si può fermare”, “Lì c’è una situazione socio-politico-economica particolare”, eccetera.

Se vuoi votare Sì, fallo consapevolmente, prendendoti un impegno serio per l’avvenire. Altrimenti il tuo Sì sarà una mossa politica, un’espressione di libertà e democrazia, tutte cose che dureranno cinque minuti e lasceranno il mondo esattamente così com’è.
Cerca di dire Sì ogni giorno della tua vita, altrimenti non ha senso.
Altrimenti i “Cattivi signori del petrolio” comunque continueranno a decidere per te, e il tuo gesto sarà stato inutile ben più di quanto sia stato lodevole.
Il rispetto è nei confronti del mondo, non del solo pezzettino di mondo in cui frequenti lavoro, casa e palestra. Vuoi essere il tipo di persona che si preoccupa solo quando non può mangiare i ricci e le cozze del suo mare? In questo caso è molto ipocrita votare Sì.
Non ti biasimo, perché è la scelta di comodo.
Dire Sì domani non ti servirà, perché il vero Sì dovrai metterlo in atto da dopodomani, e non con una crocetta. 

Non preoccuparti di lasciare un mondo migliore per i tuoi figli,
Cerca di lasciare dei figli migliori a questo mondo.
E delle persone che si curano del proprio pezzettino di mare, non sono ciò che di migliore si merita questo mondo.

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