TANTI AUGURI … E BUONA MORTE! – La Scatola degli Incubi

Immaginate che sia il giorno del vostro compleanno e che un killer vi uccida. Poi vi svegliate tutti sudati, è di nuovo il vostro compleanno e il killer vi uccide daccapo. E così più o meno all’infinito. Già diversi film hanno parlato di loop temporali (se volete sapere quali, leggete questo articolo), perlopiù in chiave umoristica o […]

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LA PIU’ BELLA DICHIARAZIONE D’AMORE DEL CINEMA

«Il presente non esiste: è una sfilata di fantasmi nello spazio incantato della memoria. […] È un film di morte, iniquità, violenza, piombo, sangue, paura, amicizia virile, tradimenti. E di sesso. In questa fiaba di maschi violenti le donne sono maltrattate; la pulsione sessuale è legata all’analità, alla golosità, alla morte, soprattutto alla violenza. È l’America vista come un mondo di bambini.»
Così Morando Morandini descrive “C’era una volta in America”, tra i 50 film più belli della storia del cinema, tra i capolavori firmati dal genio di Sergio Leone e, soprattutto, tra i più amati di un pubblico che inizialmente – complice lo scellerato montaggio di Arnon Milchan – l’aveva disprezzato.

E’ una storia che si snoda tra passato e presente, donandoci la vista di un’America che cresce tra il Proibizionismo e le rapine, il contrabbando e la malavita di quartiere.
E’ un sogno, il sogno di Leone, che acquistò i diritti del libro “The Hoods” dopo dieci anni di battaglie, il sogno di Noodles, che cerca di ricordare e di dimenticare, il sogno dei suoi amici Max, Patsy, Cockeye e Dominic, ragazzini che bramano la libertà, e il sogno di Deborah, che vuole calcare i palchi più famosi del mondo.

46 anni di America, promesse, amori e vite: questo è “C’era una volta in America”, un ritratto di mezzo secolo di storia accompagnato dalla magistrale musica del Maestro Ennio Morricone.

Da godersi a pieno, naturalmente nella sua versione integrale, con tanto di contenuti speciali. Un DVD che vale assolutamente la pena di comprare e custodire gelosamente nella propria collezione.

RITORNO AL FUTURO – SCENA MAI VISTA!

Com’erano i nostri genitori da adolescenti?
Probabilmente vi sarete posti questa domanda, quella decina di volte o giù di lì.
E’ difficile immaginare che una volta anche loro abbiano attraversato “L’età della trasgressione”: e difatti il diciassettenne Marty McFly, testa calda e aspirante rockstar, trova i suoi “vecchi” alquanto rompiscatole.
Si dice che il maestro appaia quando l’allievo è pronto: e nel caso di Marty si tratta dell’amico scienziato Doc. Grazie ad una serie di malcapitati eventi e a una DeLorean che funge da macchina del tempo, il giovane protagonista si ritrova catapultato del 1955.
Sono gli anni dei milkshake e dei capelli alla Happy Days, ma anche della non semplice integrazione razziale e della lotta al moralismo sociale, che la mamma di Marty sostiene con sigarette e fiaschette di alcol.
Un’esperienza abbastanza formativa, se non fosse per due motivi: Marty non sa come tornare nel 1985 e sua madre si innamora di lui anziché di suo padre, mettendo a rischio la sua nascita e dunque la sua stessa esistenza. Così il ragazzo comincia a cercare il Doc del 1955 e ce la mette tutta per far sì che sua madre Lorraine si innamori dell’imbranatissimo George McFly.
E in questa divertentissima scena inedita lo minaccia fingendosi un alieno, con l’ausilio di un phon per capelli e di una tranquilla melodia dei Van Halen.

Ritorno al futuro è un film strepitoso, che amerete o adorerete come una sacra reliquia del cinema.
L’abile mix tra anni ’50, fantascienza e divertenti riferimenti alla società e alla cultura dell’85 (i Van Halen, le Nike, i Levi’s, la Fanta) ne fanno una pellicola leggera, spensierata e appassionante.
E pensare che ha rischiato di non essere prodotto: tutti gli studios lo rifiutarono perché era troppo poco spinto per gli standard dell’epoca – per intenderci, erano gli anni di Porky’s – e la Disney non trovava adatto al proprio pubblico un film in cui una madre si innamorava del figlio. Grazie alla tenacia di Zemeckis e Spielberg, il film uscì invece nel luglio dell’85 e solo nel primo weekend incassò 11 milioni di dollari (ne era costati soltanto 19).

Se potessi inserire in una capsula del tempo, di quelle che si aprono dopo una cinquantina d’anni, soltanto un film da passare ai posteri, sarebbe questo primo capitolo della trilogia di Zemeckis.

GUARDATELO, SE POTETE CON I VOSTRI GENITORI! 

BLOW: Mi ricordo una vita fa… [No spoiler]

E’ un film bellissimo e molto sottovalutato, il “Blow” di Ted Demme. Fin da subito non possiamo che avere in simpatia il piccolo George e trovare avvincente la sua entrata in un mondo fatto di erba e cocaina, feste, spasso e intere stanze piene zeppe di banconote. “Blow” chiude il cerchio sulla droga: ti mostra come si inizia e come si finisce, il bello e il brutto, i pro e i contro. Non è uno di quei film deliberatamente e aprioristicamente anti-droga, e la sua onestà è la ragione per la quale non si può fare a meno di vederlo e rivederlo. Se non lo amate già, diventerà uno dei vostri film preferiti. Buona visione!

KILL BILL VOL. 2

KILL BILL VOL. 2

Beatrix: Perché sei qui?
Bill: Un ultimo sguardo.
Beatrix: Oggi farai il bravo?
Bill: Non ho mai fatto il bravo in tutta la mia vita. Ma farò del mio meglio… Per essere dolce.
Beatrix: Te l’ho sempre detto che quello dolce, è il tuo lato migliore!
Bill: Forse è per questo che tu sei l’unica ad averlo visto!