5 COSE CHE COMPRERAI E TI FARANNO SENTIRE RIDICOLA

Facciamo lavori che odiamo, per comprare cazzate che non ci servono!
Tyler Durden aka Amore della mia vita

Il mondo del consumismo ha strade oscure e misteriose.
A volte ci offre cose bellissime e utilissime, come le ciabatte autoriscaldanti o la tazza automescolante, altre ci svuota l’anima  e il portafogli per comprare delle maledette cazzate cose di cui potremmo fare serenamente a meno.

Queste 5 cose, viste con occhi oggettivi, non lasciano spazio a dubbi: sono i soldi peggio buttati di sempre.
Se le hai acquistate in preda a un qualche sortilegio voodoo, sei perdonata: non eri in evidente stato di capacità.
Devi solo cospargerle di sale e bruciarle.
Se il sesto senso, il buon senso o un senso a caso ti hanno frenata, brava. Sei una sopravvissuta!
Ecco la guida ai mostri: conoscerli è il primo passo per eliminarli.

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Una foto drammatica che proviene dal Pitti

1. Le scarpe glitterate
L’ultima terribile creatura apparsa sugli scaffali, il risultato di un accoppiamento selvaggio tra due zoccoli di cavllo e una fatina molto trash.
Facendo leva sul desiderio atavico della nostra bambina interiore di possedere un paio di Lelly Kelly sberluccicanti, questo oggetto del male sta mietendo l’anima di più di una fashion victim.
Escludendo quelle che se l’erano già venduta per una originalissima borsa di Michael Kors.

2. Le piattaforme petrolifere
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Ce le avessero fatte vedere qualche anno fa, avremmo detto “Ma che è sta cafonata?”
In realtà potremmo dirlo tuttora. Ma il nostro occhio ha avuto tutto l’inverno per abituarsi a queste scarpe e all’aggraziata camminata da t-rex di chi le indossa, quindi ne siamo ormai assuefatti .

3. I bikini a vita alta
Visti nelle foto degli anni ’50 erano carini. Addosso a qualche modella stragnocca stanno anche bene.
Ma in spiaggia non se ne vedono, chissà perché. Probabilmente le ragazze che li indossno finiscono su The Island, su Temptation Island o in un programma in via di sperimentazione di Carla Gozzi.

4. Le salopette di jeans
salopette-di-jeans-2-680x1024Chi ne ha fatto un capo di moda? E perché?
L’unica funzione a cui potrebbero aspirare è “imbiancare casa senza sporcarsi le robe buone”.
Sono diventate velocemente il capo preferito delle ragazze alternative e di quelle zocc che hanno un conflitto irrisolto con il loro genitore maschio. Ma in compenso se avete meno di otto anni risulterete tanto, tanto carine.


5. Il collarino

l_gr357 pure bone collarDopo la collana con l’iniziale di Fendi, è l’emblema di gioiello subliminale che rimanda alla natura cagnesca.
Fa tanto sedicenne disagiata, anche se un tempo (nei mitici ’90) aveva il suo perché – o forse noi che lo indossavamo non ce lo chiedevamo.

Come questi malefici si sono abbattuti su di noi?
Beh signore, le vie del trash sono infinite.
Ma siccome prevenire è meglio che curare, ecco 5 incubi che potrebbero tornare di qui a breve:

1. Le fasce per capelli di lei, il frontino per lui.
C’è davvero bisogno di aggiungere altro?
2. Gli scaldamuscoli.
A meno che non viviate dentro Flashdance, risparmiatevela.
3. Le ciocche colorate.
Portate avanti dalla fiera versione quattordicenne di Aria Montgomery, fanno tanto Avril Lavigne dei primi tempi.
4. La felpa legata in vita.
Unita ai pantaloni con cavallo ad altezza rotula, rafforzerà la convinzione che abbiate problemi di incontinenza.
5. L’acetato.

Insieme alla tortura e al maltrattamento è un crimine di guerra riconosciuto dall’ONU. Negli anni ’90 è perfino degenerato dando vita ai pantaloncini da uomo con riga fluo al lato, da indossare in discoteca.
Lo so, dubitate che sia accaduto davvero, ma le foto di repertorio non mentono mai.

Conoscere gli orrori del passato è il primo passo per far sì che non ricapitino. Mai più.
Aiuta le tue amiche a guarire. Se sei con loro a fare shopping e noti atteggiamenti compulsivi davanti a una vetrina di Primadonna, accertati delle loro intenzioni. Non lasciarle sole alla cassa.
Un giorno ti ringrazieranno, e quel grazie ti riempirà il cuore.

Per un mondo migliore, per la pace, per la nostra vita, per salvaguardare la procreazione, per una sana convivenza in una società civile.
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Perché le donne sono il problema

Come si suol dire, il maestro appare quando l’allievo è pronto.
Anche se è un maestro dubbio e che alterna programmi di gente obesa a programmi di gente (spesso obesa) che si sposa.
Ebbene sì, Real Time si è fatto portatore di un messaggio che mi ha illuminato: le donne possono causare una marea di problemi.

Una sera mi sono imbattuta nella nuova creatura di RT, molto probabilmente scopiazzata da qualche canale americano o ispirato a vere storie di gente colombiana, “Alta Infedeltà”.
Ammetto che queste storie sono abbastanza appassionanti, grazie ai commenti della mia gioviale famiglia e al fatto che si parla sostanzialmente di storie di corna – che piacciono a tutti.

La puntata è più o meno così:
Pino e Pina stanno insieme, poi arriva una Gina (lasciatevi suggerire il nome completo dalla vostra fantasia) che comincia a tentare Pino, affascinata non tanto dalla sua barba e dalla sua pancetta quanto dall’eterno potere attrattivo della fede nuziale. Quando lui cede perché Gina è sempre più bella, giovane, meno problematica e non ha mai mal di testa, lei non si accontenta di aver già sottratto Pino a una rivale donna… No… Questa tizia, che fino al giorno prima si credeva Samantha di Sex And The City e ai biberon preferiva Sangria e Mojito, inizia a fantasticare una vita insieme, un nido d’amore in cui costruire dolci sogni d’amore, ricolmo di tanti pargoletti che gattonano. Pino viene preso in pauroso contropiede, perché lui si è trovato un’amante per soddisfare le sue fantasie, e non perché vuole coccole e bambini.
Badate bene che le fantasie di Gina nascono dal nulla, ma hanno una crescita pari a quella di un OGM: se lui temporeggia per non dire di sì alle sue assurde proposte, Gina è capace di falli che neanche in quarta categoria, lasciando piccole tracce del suo passaggio perché Pina scopra tutto.
Un esempio? Lasciar cadere accidentalmente un’unghia finta di cinque centimetri nella doccia. Mannaggia, come ho fatto a non accorgermene!
Pino, che normalmente non è molto sveglio, accampa scuse poco credibili a Pina, fino a quando decide di dichiarare il suo amore per Gina (lui crede perché si sente bene con lei… La verità è che non ha scelta, una volta persa la moglie pensa a salvare la botte!).
Da qui si snodano diverse possibilità, che variano dalla pubblica gogna a una pacata e dignitosa disperazione da parte di Pina.
Ma la parte più interessante è ciò che accade dopo: mentre Pina generalmente si trova un compagno che le appare più maturo e responsabile (e anche più grande – tanto vale che gli uomini hanno una data di scadenza, tanto vale approfittarne), Pino e Gina sono finalmente liberi di vivere la loro favola!
E invece no! Gina è stanca del suo giocattolino e comincia a frequentare un tipo più giovane, aitante e figo di Pino.
Morale della favola: la battaglia tra Gina e Pina si conclude con pari perdite ed entrambe scaricano Pino.
Non ce la faccio a non provare compassione per quest’uomo, davvero.
E’ come mettere un bambino a giocare a Monopoli, pretendendo che sappia destreggiarsi in un gioco ben più grande delle sue doti intellettive.
Se avete visto Match Point , capirete bene di cosa parlo: un attimo prima la vita ti sembra meravigliosa, tua moglie ti prepara da mangiare ed è là a disposizione in caso di carestia, hai un’amante bellissima che devi sopportare per così poche ore a settimane che sei perfino in grado di interessarti ai suoi provini da attrice…
Poi un giorno la tua amante si sveglia e vuole diventare la tua seconda moglie, anzi la prima, perché sticazzi che lei l’hai sposata prima, l’hai tradita con me, hai preferito me, quindi io vengo prima!

J. Rhys-Meyers che sfoggia perfettamente l'espressione "Emmosocazzi"
J. Rhys-Meyers che sfoggia perfettamente l’espressione “Emmosocazzi”

Insomma, gli uomini pensano di avere veramente il controllo di queste cose, ma le donne hanno il potere e sono in grado di distruggere intere vite con un’unghia finta.
Sono il problema, ma possono essere un’altrettanta buona soluzione.
Vanno maneggiate con cautela, ignorate quanto basta, amate almeno il doppio.
E quando vogliono darsi battaglia, l’ideale è spararsi a un piede e farsi mandare a casa.
Vietnam docet.

L’AMERICA CI SERVE! E’ PIENA DI CICCIONI!

Gli americani sono grassi, e di questo ho avuto coscienza grazie al canale più sconcertante che sia mai stato concepito nella storia della radiotelevisione, cioè Real Time.

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Il palinsesto di Real Time in buona sostanza si fonda su campeggi estivi per ragazzini obesi, famiglie di obesi, accumulatori seriali (spesso obesi), cuochi non obesi che ricercano schifezze da obesi in tutti i ristoranti d’America e spose (gipsy, nane, ricche sfondate, dark e anche obese).
Così mi sono fatta l’idea che negli USA non ci siano molti fan dell’alimentazione “fettina di carne e insalata”. 

Ma questo è uno stereotipo. Perché  in America ci sono molti esperti di nutrizione!
E non solo obesi!

Ma se noi vediamo gli americani come un popolo extralarge,
ci siamo mai chiesti come gli americani vedono noi?

L’italiano tipo è stato magistralmente dipinto in capolavori come Il Padrino, To Rome with Love e i Simpson.
Nel film di Woody Allen dedicato a Roma, l’unico italiano talentuoso è un tenore che gestisce un’impresa di pompe funebri. 
Sua moglie è così arretrata che a confronto la signora Corleone è una sexbomb progressista, e a un certo punto pensa bene anche di minacciare la gente con un coltello, in pieno stile “La mafia uccide d’estate”. 

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Giacca di velluto marrone e barba incolta: per Allen siamo stati hipster prima che fosse mainstream.

Il tutto mentre gli americani del film girovagano per Roma incantandosi ad ogni pietra, parlando con i fantasmi e sfoggiando il loro stile summer-hippy “levatevechemefateombra”.
Beh, che dire… grazie Woody!

Per l’americano, l’italiano è: pizza, spaghetti, mafia, Armani e Ferrari.
Sarebbe carino se citassero, che so? La grappa e il pecorino, tanto per dirne una.

Ma gli americani non sono generosi proprio con nessuna etnia: per loro i francesi sono snob, i greci tradizionalisti, gli ispanici tutti criminali, i russi sono sempre – ma sempre sempre? SEMPRE! degli ubriaconi con un accento ridicolo, i cinesi hanno una lavanderia e sono anche esperti di arti marziali, i coreani sono dei geni e le donne nere non fanno altro che intraprendenti gesti collo/dito per far capire chi comanda nel quartiere.

Così, per sfizio, mi sono curata di raccogliere i tipici luoghi comuni dei film americani.
Non è una guerra di etnia, a me gli americani stanno anche simpatici, finché tengono le loro uova fritte con panna acida lontane dai miei sensi.

  • Avete mai visto un americano fare il caffè? No, perché la caffettiera è sempre piena.
    Piena di un liquido che nessuno di noi definirebbe caffè, dei quali bevono approssimativamente un ettolitro al dì.
  • Qualunque evento della vita di un americano è scandito da barbecue, tranne se ebreo: in quel caso la sua vita si articola in millemila bar mizvah.
  • Non c’è poliziotto che non mangi ciambelle
  • In ogni partita di baseball c’è un fuoricampo…
  • … E avete presente il padre che chiama sempre il proprio figlio “campione”??
  • Il vulcano è l’unico progetto di scienze che sia mai stato concepito nella storia scolastica americana
  • Nell’ora di educazione fisica non può mancare il nerd equipaggiato di canotta extra-large e pantaloncini extra-large a vita alta
  • Le nerd al contrario diventano puntualmente delle fighe spaziali sciogliendosi i capelli, togliendosi gli occhiali e cambiando abbigliamento: è un po’ la stessa regola per la quale le scienziate sono tutte fighe.

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    Ecco un tipico esempio di nerd senz’occhiali. Creatura mitologica che esiste solo nei film americani.
  • TUTTE le confraternite organizzano toga party (ma poi che c’entrano con Roma?), nessuno apre mai un libro, si beve e si fa sesso oltre le umane capacità di resistenza fino alla laurea, in cui tutti lanciano i cappellini all’aria.
  • Naturalmente nelle suddette università c’è sempre il ragazzo di colore che è un genio in matematica e gioca a football. 
  • Solo precise categorie di persone fumano: i ribelli del liceo (con capelli tinti & borchie), ispanici, europei e cattivi. E anche qualche poliziotto, ma solo se ha dei profondi conflitti interiori.

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    Solitamente in ogni telefilm americano c’è un’adolescente figa che passa un periodo oscuro in cui si tinge i capelli e fuma, passando per una Katy Perry versione fashion-dark.
  • E che dire dei processi?? I film sui processi sono i miei preferiti.
    Sono un mare indefinito di “obiezione, Vostro Onore!”, scleri del giudice – che se è buono è sempre un afroamericano, o ancor meglio una afroamericana – che minaccia di sbattere tutti fuori/chiama gli avvocati al bancone, testimoni che entrano nel bel mezzo del processo e sono determinanti per esso e poi loro…
    Immancabili in qualunque film giudiziario americano: i sermoni fatti alla giuria dagli avvocati.
    Sermoni della durata di due ore e mezzo, in cui vi sono scene che sfiorano la tensione emotiva di “Ogni maledetta domenica”, in cui si dicono parolacce, bestemmie, quasi mai si citano motivi di diritto e ovviamente poi alla fine si vince.

    Gli avvocati d’ufficio naturalmente sono sempre incapaci, questo è matematico.

    A proposito di matematica, avete mai sentito parlare dei matleti, quelli che fanno le gare di matematica alle superiori? Sono simpatici quasi quanto i bambini che fanno le gare di spelling!

Che dire alla fine?

È finzione! E ci piace proprio per questo motivo.
Nella realtà non è mai il poliziotto di colore quello che muore per primo e non tutti gli italiani guidano una Ferrari.

Prendiamola a cuor leggero… Noi che non siamo obesi possiamo!

SE CHRISTIAN GREY FOSSE STATO UN OPERAIO DELLA FIAT

piper scioccataATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE *SPOILER*
Siccome però anche in Thailandia conoscono questa storia assolutamente banale e priva di colpi di scena, potete leggere senza rovinarvi la “sorpresa”.

Lui è ricco e lei è sfigata.
E’ la favola più vecchia del mondo, Cenerentola e Twilight docet. Anastasia (detta Ana, e già qua capiamo il livello) è una tipa di un disagio raro, che non si vede bella, che si veste con le camicette  a fiori e quasi sicuramente d’estate indossa improbabili scamiciati di jeans.
Christian è bello, figo, ricco e ha l’elicottero.
Praticamente è un principe azzurro dei tempi moderni.
La favola procede più o meno in questo modo: il principe salva la nostra amica Ana dal disagio totale della sua vita casa-chiesa-ferramenta, operazione nella quale non ha difficoltà giacché ha un elicottero con il quale spostarsi dall’ufficio alla sua casa extrasuperfiga. Esticazzi. Bravo, Christian.
Insomma, si fa apprezzare da lei per la sua essenza, visto che si sono parlati già due volte e lei gli ha chiesto se è gay.
Poi le fa firmare un contratto di riservatezza, emastigrandissimi, perché l’ha detto l’avvocato, e la porta nel suo magico castello fatato dove Ana conoscerà le gioie del sadomaso.
E vissero tutti felici e contenti.

Ma cosa sarebbe successo se Christian si fosse chiamato Cristiano e non avesse avuto l’elicottero e la firma figa alla fine delle mail?
Cosa sarebbe successo se fosse stato, che so, un impiegato delle poste, o un operaio della Fiat?

Se Cristiano fosse stato un operaio della Fiat (o della Natuzzi, o anche della Scavolini, fate voi, a me basta un riferimento patriottico) la cara disagiata Anastasia non avrebbe ansimato ad ogni parola come un bambino senza braccioli che annaspa in piscina.
No.
Col cavolo avrebbe trovato eccitante Continua a leggere “SE CHRISTIAN GREY FOSSE STATO UN OPERAIO DELLA FIAT”

I 10 IMPERDIBILI PRINCIPI AZZURRI COLLEZIONE 2015

Chi l’ha detto che il Principe Azzurro non esista? O che sia gay?
I principi esistono ancora , che ci crediate o no.
E nel 2015 assumono queste vesti:

IL SESSISTA.
Il sessistaIl sessista è una figura di antico retaggio che spesso coincide con quella di Nostalgico del Duce.
Non vi siete ancora stretti la mano e lui ha già fatto il calcolo altezza-peso per capire quanti piccoli balilla potresti sfornare.
Anche se farà il progredito, nel suo immaginario dovrai sempre e solo lavare, stirare e cucinare.
E in quest’ultima attività comunque sua madre sarà sempre migliore di te.

IL FREUD.
Per lui sei un libro aperto, della semplicità delle frasi di Fabio Volo.
La psicologia da 4 euro e 50 della Feltrinelli, letta al mare mentre osservava ragazze in bikini, l’ha fatto diventare esperto in complessi, sindromi, link di Facebook, citazioni di Bukowski, nomi, cose e città.
Spesso ti tratterà con sufficienza, “Perché tanto lui lo sa perché fai così” (8 volte su 10 sarà legato alla sindrome premestruale, 2 al fatto che ti vedi grassa, e tu sì che sei Freud!), ed è così tarato che piuttosto che cambiare idea farebbe harakiri.
Ma è una compagnia piacevole, se vuoi farti odiare da tutti i tuoi amici o ami fare figure di merda.

IL CONVINTO.
Il convintoIl convinto è convinto che mezza popolazione femminile sia Sua.
COMPRESA TE.
Se publichi una canzone che lui ha condiviso nel luglio 2006 è perché brami che ti noti.
Se gli metti un like sei finita. Passerai per quella “che lo vuole”, che è cotta, che si strappa i capelli per lui.
Insomma, “So tutte sue”. Poi nessuna se lo piglia dai tempi dell’asilo, ma questo è un dettaglio.
La cosa più bella in assoluto del convinto è che basta dirgli “Sei troppo per me” per scaricarlo, perché ci crederà davvero.

LO SPORTIVO.
Ti aspetta una storia di birre e Champions League, se sei fortunata.
Altrimenti anche il Fantacalcio. E il calcetto il giovedì.
E il Campionato Master, fatto di partite di mezz’ora l’una, nonché notti insonni in cui ti domanderai se sia il caso di tagliare i rapporti con chi gioca a  PES e non a FIFA o viceversa.
Nutrirai a vita il sospetto che quando farete sesso potrebbe non essere mai bello come un gol di Milito al 92′, e dovrai dividere il suo cuore con almeno altri 11 individui di sesso maschile.
No, ma se sei sicura…

IL PIASTRATO

Il piastratoCon i capelli sempre in piega e le sopracciglia disegnate meglio delle tue, ti farà nutrire seri dubbi circa la tua femminilità.
Tua madre molto probabilmente vorrà adottarlo perché le dirà sempre che sembrate sorelle e la aiuterà a scegliere il fondotinta adatto al suo incarnato.
A te ruberà la crema idratante e forse anche il mascara, e avrai sempre e comunque più peli sul corpo rispetto a lui.
Ma come amico quasi gay potrebbe non essere male, soprattutto perché se un vestito ti ingrassa te lo dirà sicuramente, nel peggiore dei modi.

L’INTELLETTUALE (con tendenze swag)
L'intellettuale
I suoi baffi curati e la sua Moleskine lo distinguono dalla categoria Lercio.
Accessori facoltativi sono il piercing, i calzini dalle dubbie fantasie, i risvoltini, la dieta vegan, gli orologi di legno, le Clarks, il berretto da Pisolo, il grammofono, la passione per musica che tu scambi per latrati di un alano in calore e… Devo continuare?
Aspettati pomeriggi interminabili in negozi stile Diagon Alley più frequentati da acari che da esseri umani, per trovare il suo libro preferito, prima edizione in copertina rigida e scritto in ungherese.
E buona fortuna per i regali di compleanno che riceverai.

IL LERCIO
Negli ultimi anni vanno di moda la barba e i maglioni larghi: insomma, look dimesso alla Dostoevskij. Ma il Lercio era già dimesso di suo, o forse non è mai stato ammesso al ventunesimo secolo.
Non si fa la barba dai tempi di Mao (il riferimento al comunismo non è un caso) e tra le sue Lotte deve rientrare anche quella contro saponi e detergenti.
Ovviamente fuma sigarette rullate, capisce l’economia perché ha letto Marx e farebbe dello scrocco una disciplina olimpica.
Altrettanto ovviamente, spesso il più povero dei suoi cugini è più ricco delle ultime tre generazioni del tuo albero genealogico.

IL DISAGIATO

Diffidate dalle imitazioni: i veri principi azzurri guidano Volvo e indossano plurimi golfini in tutte le tonalità di grigio – o TOTAL BLACK.

Il disagiato è uno del partito Edward Cullen- Christian Grey– Lestat de Lioncourt (detto terra terra, quello che faceva Tom Cruise in “Intervista col Vampiro”, tranne che non è così affascinante, ricco e interessante.
In sostanza è solo un disagiato, e la cosa assurda è che in buona parte dei casi ha anche una vita sentimentale ad alto tasso di quindicenni romantiche e goffe.

IL PIERRE
Per il Pierre sei come un tacchino per un affamato al pranzo del Ringraziamento: sappi che ciò che va dal collo in su è funzionale per un numero ridotto di attività (e no, parlare non è tra quelle).
Lui crede nella legge dei grandi numeri, peccato che gli unici “grandi numeri” di cui sia capace riguardino il numero di tamarri a metro quadro presenti ad una serata dal dubbio tema.
E neanche sempre.

IL FIGLIO DI PAPI

Il figlio di papiE’ il tipico figlio di papà con maglioncino di Fred Perry e Hogan, per il quale non esistono “cose” che una Mastercard non possa comprare, persone incluse.
Misura la difficoltà nella conquista di una donna in scala cuori di Tiffany, con i quali è certo di poter comprare la chiave della tua fre…schezza giovanile.
A quarant’anni sarà molto probabilmente stempiato, fuori forma e allampanato per il massiccio uso di cocaina fatto in gioventù, ma continuerà a sentirsi come Leonardo di Caprio in “The Wolf of Wall Street”.
Stai ancora leggendo? Cioè, vuoi ancora buone motivazioni per mettere tra te e lui una distanza pari alla lunghezza del suo yacht?

NB: Conclusione paracula per far sì che anche gli uomini mettano likes.
Nonostante spesso siano strani, confusi e disagiati, questi principi potrebbero comunque rubarci il cuore.
Siamo esseri umani e nessuno di noi è perfetto.
Siamo in grado di amarci nonostante tutti i nostri più incredibili difetti.
L’importante è saperci accettare l’un l’altro, consci del fatto che non ha senso cercare di cambiare l’altro…
Ricorda che il furbo cambia le carte in tavola… La persona intelligente cambia tavola.

Tanto amore a tutti!

DOVREMMO AMMAZZARE TUTTI GLI AVVOCATI?

La prima cosa che faremo sarà di ammazzare tutti gli avvocati!
– Enrico VI, William Shakespeare

Questa celebre frase viene pronunciata da Dick il Macellaio, un personaggio molto particolare che dice che per portare a termine un progetto distruttivo e autoritario occorre eliminare gli avvocati.
Insomma, non è una frase brutta come potrebbe sembrare: e infatti l’ho scelta come apertura di questo post per spezzare una lancia in favore degli avvocati.
(Tanto, se colpisce qualcuno, ne conosco di abbastanza bravi).

Dunque, gli avvocati sono considerati un mix grottesco tra il diavolo e il legale dei Simpson, e non dimentichiamoci che “C’è un avvocato ad ogni angolo di strada“: sì, pregando che capiti un sinistro e ci siano feriti.

Dall’Homo Gucci alle fashion blogger.
legally_blondeSulla figura dell’avvocato si ride e si scherza, e dopo qualche anno di studi in giurisprudenza posso affermare con la serenità di un maestro zen che è vero, gli aspiranti avvocati vengono nutriti a manuali di 1498 pagine e linguaggio aulico – giuridico a palate. Straparlano, sono convinti di essere i più fighi di tutti, di capire più di tutti e di essere detentori della verità assoluta. 
Però vorrei smentire un luogo comune.
Non è vero che nelle facoltà di giurisprudenza ci sono solo Gucci Men e Vuitton Women, abbiamo una fauna vasta e differenziata: abbiamo quello nevrotico e pignolo che si sente già il prossimo Ghedini, il sessantottino che vorrebbe solo occupare e fare pranzi sociali, le fashion blogger (Cristo, sono sempre di più), i giuristi per caso, quelli incazzati neri a cui stanno tutti sulle palle, quelli che filosofeggiano sugli altri dicendo che “Ennonèppossibile che si vada a lezione di privato con la ventiquattrore! E datti una calmata che sei ancora al primo anno” e mentre passano la vita a commentare vanno fuori corso, quelli che tra le materie umanistiche erano indecisi e hanno pensato che tutto sommato sapere due cose sulle leggi “male non fa”, le future P.M. in tailleur e una grossa fetta di soggetti non bene identificati, o che identificherei se volessi farmi odiare dalla totalità degli studenti di giurisprudenza.
In definitiva ce n’è per tutti i gusti.
C’è un aspirante avvocato per ognuno di noi.

Ho riflettuto a lungo su come noi futuri giuristi vediamo il mondo e su come gli altri ci vedano. Sono così giunta alla conclusione che esistono tre buoni motivi per i quali amare gli aspiranti avvocati e altrettanti per cui mandarli al diavolo – sì, proprio lui.

Questo discorso ha influenzato intere generazioni e cambiato per sempre il modo in cui un giovane e imberbe studente di legge vede se stesso e la professione legale.
La reazione tipo di uno studente di giurisprudenza a questo video è sentire partire nella propria testa una marcia imperiale come questa e gasarsi come un bufalo da prateria.

Ma torniamo a noi. Ci sono tre motivi per cui odiate il vostro amico di giurisprudenza, e ve li illustrerò con un efficacissimo elenco puntato, il fedele amico di ogni studente di legge che si rispetti:

Ecco una foto esplicativa della professione forense: il plico a destra è il contratto con cui vincolerete per sempre la vostra anima e la vostra casa.
Ecco una foto esplicativa della professione forense: il plico a destra è il contratto con cui vincolerete per sempre la vostra anima e la vostra casa.

1 L’abuso del latino. Il vostro amico di giurisprudenza gesticola e usa un linguaggio spesso aulico e affettato pieno di “ratio” e “sostanzialmente”. La prima volta che ha pronunciato la parola “ex” vi siete chiesti cosa centrasse nel discorso la sua ex fidanzata, e a lungo avete dubitato dell’esistenza di un tale “Mevio”.
Vi verrebbe da chiedergli “Ma santo cielo, non puoi parlare potabile??”
Se per la Carrà la vita era una roulette, per lo studente di giurisprudenza è un’eterna arringa. Se ogni tanto lo vedete guardarsi intorno mentre discutete, tranquilli: sta solo cercando l’assenso della giuria.

2 Un futuro Raffaello Tonon. Un tempo la sua vita era fatta di studio, amici e hobby, perciò aveva un’opinione solo sulla scuola, gli amici e gli hobby. Adesso pare ne abbia una su tutto, dalla questione in Siria fino ai parcheggi per i portatori di handicap e al marocchino che vende le borse contraffatte a piazza Umberto. Almeno una volta, mentre annuivi passivamente pregando Zeus di scagliare una saetta affinché tacesse, hai avuto la tentazione di urlargli “ma chi se ne fregaaaaa!!”
Effettivamente molte volte non gliene frega niente, ma gli piace esercitarsi nella critica. L’importante è che lo lasciate finire perché potrebbe tremendamente offendersi se interrotto. Se annuirete a un certo punto non potrà che tacere, ed è questo il momento giusto per tirare fuori un altro argomento, tipo il caro vecchio “Ma sai chi ho incontrato l’altro giorno?” oppure “Stasera ci ubriachiamo?”
Sul discorso avvocati e alcol torneremo a breve.

3 Coloro che non devono essere nominati. Ci sono alcune parole che non puoi più usare in presenza del tuo amico, a meno che tu non voglia innescare uno sgradevole monologo/lezioncina di un’ora e tre quarti. Mai dire che devi “pagare l’affitto” o che “il Codice civile è fatto da leggi”, mai nominare la legge (perché in nove casi su dieci potrebbe essere un decreto legge o un decreto legislativo o un milione e mezzo di altre cose che ancora fatichi a distinguere) e MAI, MAI e ripeto MAI osare nominare Lei, la Creatura, il totem di ogni giurista: la Costituzione. Non fatelo. Potreste dare il via ad una catastrofe paragonabile solo all’Apocalisse di Giovanni. Se ci tenete a conservare questa amicizia, banditela per sempre dal vostro vocabolario.

Però ci sono almeno altrettanti buoni motivi per cui amare l’amico di giurisprudenza…

4ed2cdb5771 Si sente paladino degli oppressi. È sempre pronto a difendervi, perché difenderebbe anche l’indifendibile: non perché vi voglia bene – forse ogni tanto sì – ma soprattutto per dimostrare di poter scagionare anche Arsenio Lupin in persona. Tamponate qualcuno? State pur certi che l’amico di giurisprudenza è disposto a fare bagarre nel traffico per ore. Niente può fermarlo. Ha sviluppato l’innaturale capacità di parlare ininterrottamente senza reidratarsi, al pari dei cammelli del Sahara. Ci sono buone probabilità che pur di farlo tacere il suo interlocutore gli dia ragione e se ne vada.

2 È il vostro legale di fiducia. In cuor suo muore dalla voglia di darvi consigli sul condominio, il vostro testamento (non prendetela sul personale, ci tiene alle vostre volontà) e una dozzina di altre cose: si sente estremamente gratificato quando gli chiedete qualcosa. Gli date modo di rendersi utile e applicare il mare di teoria che conosce a qualcosa di concreto, e fidatevi: sapere che vi ha dato un consiglio giusto gli provoca il piacere di un orgasmo. Multiplo.

3 Ha una mente aperta. A volte potreste dubitare della sua morale, e più di una volta avrete il terrore che possa difendere convintamente un pluriomicida o uno squartatore di gattini, ma di una cosa potete pur star certi: è l’ultima persona che potrebbe giudicarvi. È ormai così abituato a considerare ogni punto di vista possibile per difendere o accusare qualcuno che magari sulle prime potrebbe non condividere ciò che state dicendo, ma perlomeno lo accetterà come punto di vista. Se volete confessare a qualcuno che guardate ancora Kiss me Licia o nel tempo libero fate le drag queen, il vostro amico di giurisprudenza potrebbe capirvi molto più di altre persone.
O aiutarvi a seppellire un cadavere, che è secondo me una grande dimostrazione di amicizia, tutto sommato.

lionelhutz“In sostanza”
Per concludere degnamente questo post vorrei farvi un appello.
Nessuno è perfetto, nemmeno il vostro amico di giurisprudenza. Quando è sotto esami potreste odiarlo. E più di una volta avrete seriamente considerato l’ipotesi di mandarlo brutalmente a quel paese.
Ricordatevi una cosa: è sempre il vostro amico. Se superate i suoi gesti plateali e quelle parole latine che ogni tanto butta qua e là, è sempre lui, una persona con cui avete condiviso cose belle ed immani cazzate. Se gli date in mano una Peroni abbandonerà le sue vesti da futuro P.M. e probabilmente comincerà a parlare in un dialetto dalla cadenza inquietante. Solitamente lo studente di giurisprudenza è anche un buon bevitore, o forse fino ad oggi ho conosciuto solo compagni di corso alcolisti.
Ciò che fa, lo fa per adattarsi ad un contesto nuovo, spesso pieno di colleghi competitivi e docenti “vecchia scuola”: dategli solo modo di essere se stesso senza troppi fronzoli e ve ne sarà grato.
Molto probabilmente vi farà anche uno sconto sulla parcella.

P.S.: anche quando ha la birra in mano, comunque non nominategli mai la Costituzione. Ha il potere di accendere il Padre costituente che è in lui anche se ha un tasso alcolico improponibile nel sangue.